Gli occhiali MTB proteggono gli occhi da rami, polvere e schizzi di fango senza lasciare il rider al buio sotto gli alberi. Per il cross-country e il trail basta un paio avvolgente con lente chiara, a contrasto elevato o fotocromatica; per l’enduro e la discesa con casco integrale, una maschera copre meglio. Lenti di ricambio, pellicole a strappo e accessori sono anch’essi in questa pagina.
Nel cross-country, nel trail e nelle uscite lunghe con molta salita vincono gli occhiali: più leggeri e meglio ventilati, si appannano meno sotto sforzo e si appoggiano sul casco durante una salita. Nell’enduro e nella discesa la velocità aumenta e il fango vola: la maschera, tenuta da un elastico e appoggiata su una spugna, chiude tutto il contorno degli occhi e resta al suo posto nei passaggi sconnessi. Si indossa naturalmente con un casco integrale, ma molti piloti di enduro la abbinano anche a un casco aperto per le prove speciali.
La MTB si pratica spesso nel bosco, dove la luce cambia da una curva all’altra. Una lente troppo scura nasconde radici e buche all’ombra: per il sottobosco, preferisca una lente chiara o leggermente colorata, oppure una lente che aumenta il contrasto. Diversi produttori lavorano le loro lenti per accentuare i marroni e i verdi del terreno. La lente fotocromatica, che si scurisce al sole e si schiarisce all’ombra, si adatta alle uscite che alternano creste aperte e discese nel bosco. Le categorie di filtro e il loro uso sono illustrate nella pagina degli occhiali da ciclismo.
Alcune maschere sono certificate secondo la norma EN 1938, che riguarda gli occhiali di protezione per motociclisti: un riferimento utile se va anche in moto fuoristrada.
Esistono diverse soluzioni per chi porta occhiali da vista. Le maschere OTG, per over the glasses, hanno una montatura abbastanza profonda e incavi laterali per passare sopra gli occhiali. Alcuni occhiali sportivi accettano una clip ottica fissata dietro la lente. Altri integrano nella parte bassa della lente una zona di lettura, pratica per consultare un ciclocomputer o una cartina senza cambiare paio. Faccia controllare la sua correzione da un ottico prima di scegliere.
Occhiali e maschera si scelgono insieme al casco: verifichi che convivano bene con i caschi MTB, in particolare con gli integrali. I guanti MTB completano la protezione in caso di caduta, e il resto dell’abbigliamento è riunito nell’equipaggiamento MTB. Per le strade bianche scorrevoli, gli occhiali gravel privilegiano lenti fotocromatiche adatte alle lunghe giornate.
Rudy Project dota i suoi Kelion, Astral Sphere o Spinshield di lenti ImpactX Photochromic 2 e declina modelli Reader, come i Rydon o i Propulse, la cui parte bassa della lente integra una correzione per la lettura, utile per consultare un ciclocomputer.
Bliz, marchio svedese di ottica sportiva che si è costruito la reputazione presso gli sciatori di fondo nordici, propone per la bici i P002 e gli Arrow, oltre agli Hero in taglia Small.
Leatt distingue chiaramente gli usi: occhiali Rideviz e Speedviz, in versione fotocromatica o con lente Cryztal, per il trail, e maschera Velocity 4.0 per la discesa, con una lente antiappannamento permanente, un campo visivo di 170 gradi e una montatura che passa sopra gli occhiali da vista.
POC ha messo a punto con Zeiss la lente Clarity della sua maschera Ora, che aumenta il contrasto dei marroni e dei verdi dei sentieri; la versione Ora DH ha i perni per le pellicole a strappo, proposte anche come ricambio.
Sweet Protection, nata a Trysil, in Norvegia, monta sui suoi occhiali Ronin e Shinobi lenti toriche RIG, una tecnologia propria che accentua i contrasti, in versione Reflect o fotocromatica; le sue maschere Durden e Firewall puntano all’enduro e alla discesa.
Giro ha progettato con Zeiss le sue lenti Vivid, montate sulle maschere Dropline e Tazz; la Dropline, certificata secondo la norma EN 1938, cambia lente in pochi secondi e arriva con una lente chiara di ricambio.
Le montature e le lenti delle collezioni precedenti passano nell’outlet MTB, e i modelli appena arrivati in catalogo sono presentati nelle novità. Il Black Friday e i saldi sono l’occasione per prepararsi alle uscite in bike park.
Sì, è comune nell’enduro: l’elastico passa intorno alla calotta o sotto la visiera, che a volte va alzata. Verifichi che la maschera non lasci spazi sul naso e non spinga il casco all’indietro. Una maschera compatta si sistema sotto la visiera più facilmente di un modello da discesa molto largo.
Non tenga la maschera sugli occhi in salita: la appoggi sulla visiera o intorno al braccio e la rimetta in cima. Scelga una lente con trattamento antiappannamento o una doppia lente e una spugna ben ventilata. Eviti anche di soffiare nella maschera o di riporla umida in uno zaino chiuso.
Sciacqui il fango con acqua pulita prima di asciugare, altrimenti la sabbia graffia la lente. L’interno porta spesso il trattamento antiappannamento: lo tamponi con il sacchetto in microfibra fornito, senza strofinare. Lasci asciugare la maschera all’aria, spugna compresa.
Non proprio. Gli occhiali da città proteggono male ai lati, scivolano nei passaggi sconnessi e le loro lenti non sono sempre progettate per resistere a un urto o a un ramo. Gli occhiali sportivi avvolgono il viso, tengono grazie a naselli e aste aderenti e lasciano passare l’aria.
Sì, maschere in taglia bambino e montature più strette, spesso indicate come Small, sono adatte ai giovani piloti. Le scelga insieme al casco del bambino: la maschera deve entrare nell’apertura senza premere sul naso, e gli occhiali non devono toccare la calotta.