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Il manubrio MTB fissa la distanza tra le mani e l’altezza dell’anteriore, due misure che cambiano il modo di guidare la bici, in discesa come in salita. Parta dal diametro di serraggio del suo attacco manubrio, 31,8 o 35 mm, poi scelga larghezza, rise e materiale in base alla disciplina, dal cross-country alla discesa. Manubri piatti e rialzati, in alluminio o in carbonio, sono riuniti qui.
Su una MTB, il manubrio fa da leva di sterzo e da punto d’appoggio: da lì passano gli urti trasmessi dalla forcella e gli sforzi che impostano la bici in curva. La larghezza regola l’apertura delle spalle, l’altezza l’inclinazione del busto, la piega l’angolo dei polsi. Scelto bene, rende la guida precisa nei passaggi tecnici e ritarda l’affaticamento degli avambracci.
Più il manubrio è largo, più offre leva e stabilità, ma più rischia di urtare gli alberi sui sentieri stretti. Parta dalla larghezza delle sue spalle, poi regoli in base alle sensazioni. La maggior parte dei manubri MTB si può accorciare: delle tacche alle estremità guidano il taglio, da ripartire in modo uguale sui due lati, a passi da 5 a 10 mm, senza scendere sotto la larghezza minima indicata dal produttore.
Il rise è l’altezza di cui le estremità del manubrio si alzano rispetto alla zona di serraggio: nullo su un manubrio piatto, supera i 50 mm sui modelli più rialzati della pagina. Un rise elevato raddrizza il busto e sposta più peso sul posteriore, il che rassicura in discesa; un rise basso carica la ruota anteriore, utile per salire e tenere la traiettoria nel cross-country. Il backsweep, l’angolo all’indietro, è in genere compreso tra 7 e 9 gradi, l’upsweep, l’angolo verso l’alto, tra 4 e 6 gradi. Sono loro a orientare i polsi: a parità di rise, due marche possono dare una sensazione molto diversa.
Il diametro di serraggio deve corrispondere esattamente a quello dell’attacco manubrio. Il 35 mm, nato nell’enduro e nella discesa, guadagna in rigidità a parità di peso; il 31,8 mm, ancora molto diffuso, conserva una leggera flessibilità apprezzata sui terreni sconnessi. L’alluminio, spesso della serie 7000 con pareti più spesse al centro che alle estremità, resta robusto ed economico. Il carbonio alleggerisce il posto guida e filtra meglio le vibrazioni, ma richiede il serraggio con chiave dinamometrica, una pasta di montaggio adatta e un controllo attento dopo ogni caduta.
Molti produttori indicano la classe d’uso del manubrio secondo la classificazione ASTM F2043: la categoria 3 corrisponde ai sentieri di cross-country e trail, la 4 all’enduro, la 5 alla discesa, al freeride e al bike park. Verifichi questa indicazione per un uso impegnativo o per una e-MTB, più pesante. Prima dell’acquisto, si assicuri anche che la parte dritta del manubrio lasci abbastanza spazio a leve dei freni, comandi del cambio e del reggisella telescopico, oltre che alle manopole.
Il manubrio si sceglie insieme all’attacco: gli attacchi manubrio MTB indicano il diametro di serraggio e la lunghezza, che insieme fissano la posizione delle mani. Per la presa, le manopole e bar end completano il manubrio, e la serie sterzo assicura la rotazione dell’insieme. I manubri svasati pensati per gli sterrati si trovano tra i manubri gravel, i modelli da corsa e da città tra tutti i manubri per bici.
Protaper, marchio nato sui podi del motocross, ha portato nella MTB manubri larghi 810 mm il cui rise si esprime in pollici: la pagina ne propone in alluminio, con un rise di mezzo pollice o di un pollice, e in carbonio, da 35 mm.
Chromag, marchio canadese della Columbia Britannica, sottopone i suoi manubri Fubars a un trattamento termico proprio, chiamato HTX, pensato per essere identico da un manubrio all’altro; l’OSX e l’FU50, più rialzato, figurano in questa pagina.
Deity, marchio americano fondato da una coppia di rider, Eric e Sadie Davies, firma con Brendan Fairclough il manubrio Brendog, in alluminio 7075; la gamma comprende anche il Ridgeline da 35 mm e i modelli in carbonio Skywire e Speedway.
Spank inietta in alcuni suoi manubri una schiuma a densità controllata, chiamata Vibrocore, che smorza le vibrazioni trasmesse alle mani: è il caso dello Spike 800 Vibrocore, presentato qui accanto ai diversi rise dello Spoon.
Sixpack Racing, produttore tedesco con sede a Vogt, destina il suo Millenium805 alla discesa e al freeride: in alluminio 7050, classificato nella categoria 5 ASTM, misura 805 mm e si può accorciare fino a 765 mm; esiste anche in carbonio.
Reverse Components, marchio della Foresta Nera guidato da rider, ha disegnato un manubrio signature con il freerider Nico Vink, proposto da 31,8 e da 35 mm, e declina modelli come il Lead o il Base.
Un manubrio sostituito da un nuovo colore o da una nuova larghezza passa nell’outlet dei componenti MTB; i modelli arrivati di recente si consultano nelle novità. Approfitti del Black Friday o dei saldi invernali per provare un altro rise.
Sì, se il produttore lo consente e nei limiti delle tacche. Avvolga la zona con nastro adesivo, usi una guida di taglio e una lama fine adatta al carbonio, poi carteggi leggermente il bordo. Tolga la stessa lunghezza da ogni lato e non scenda mai sotto la larghezza minima indicata.
Non è obbligatorio. Il 35 mm offre rigidità, apprezzabile per un rider pesante o molto aggressivo, mentre un 31,8 mm filtra un po’ meglio gli urti ripetuti. Il diametro scelto deve semplicemente essere lo stesso dell’attacco manubrio, da cambiare insieme se necessario.
Può dipendere da un manubrio troppo rigido, orientato male o di larghezza inadatta, come da leve dei freni troppo alte o troppo basse. Ruoti il manubrio di qualche grado, riveda l’angolo delle leve, poi valuti un manubrio ammortizzato o manopole più spesse.
Cominci dagli spessori: spostare un anello da sopra a sotto l’attacco alza il posto guida senza comprare nulla, nei limiti della lunghezza del cannotto. Un manubrio più rialzato porta poi in alto le mani senza toccare lo sterzo; anche un attacco con angolo positivo le alza, ma modifica la distanza dal manubrio.
Dopo ogni caduta che lo ha piegato, intaccato o incrinato, anche leggermente: un manubrio danneggiato può cedere senza preavviso. Controlli anche la zona di serraggio a ogni revisione: segni e corrosione compaiono lì per primi.