Una sella bici da città si sceglie in base alla posizione: più si sta seduti dritti, più il peso grava sulle ossa ischiatiche e più la seduta deve essere larga e morbida. La abbini al reggisella giusto, rigido o ammortizzato per filtrare pavé e cordoli, con il diametro esatto del telaio. Collarini e molle per sella sono anch’essi in questa pagina.
Su una bici da città si sta seduti quasi dritti, con le mani su un manubrio rialzato: la maggior parte del peso grava sulle ossa ischiatiche, le due ossa del bacino su cui ci si siede. La sella deve quindi essere larga dietro, abbastanza morbida e senza una punta troppo lunga che sfregherebbe contro le cosce. Più la posizione si inclina in avanti, su una bici ibrida o una bici da corsa riconvertita, più il peso si sposta verso la parte anteriore del bacino e sulle mani, e più la sella si assottiglia.
Per orientarsi, Selle Royal classifica le sue selle secondo l’inclinazione del busto: Relaxed per una posizione eretta, a 90 gradi, Moderate attorno ai 60 gradi, Athletic verso i 45 gradi. La maggior parte delle selle per bici da città rientra nelle prime due categorie.
La schiuma densa sostiene senza schiacciarsi ed è adatta alla maggior parte dei tragitti. Il gel, in strato o in inserti, si adatta alla forma del bacino e ammortizza le piccole vibrazioni. Le molle sotto lo scafo assorbono i colpi del pavé e dei cordoli, utili con una posizione molto eretta in cui la schiena incassa tutto. La pelle, rigida all’inizio, si modella poco a poco sulla morfologia di chi pedala. Con un foro centrale o un canale, la seduta allevia la pressione sul perineo; le selle senza punta vanno oltre eliminando l’appoggio anteriore.
Il reggisella rigido, quasi sempre in alluminio, si sceglie in base a due criteri: il diametro e l’arretramento, che colloca la sella più o meno dietro il tubo. Il reggisella ammortizzato assorbe una parte dei colpi prima che arrivino alla schiena. Ne esistono due famiglie: telescopico a molla, che scorre nel suo fusto, e a parallelogramma, articolato sotto la sella. In entrambi i casi, la molla si sceglie in base al peso del ciclista e il precarico si regola. Ergotec classifica peraltro i suoi reggisella per livello di sicurezza, da 1 a 6, calcolato in base al peso del ciclista.
Il diametro di un reggisella è inciso sul reggisella esistente e deve corrispondere al telaio al decimo di millimetro: 25,4, 27,2, 30,9 e 31,6 mm sono i più diffusi. Rispetti il segno di inserimento minimo inciso sul reggisella, che deve restare nascosto nel tubo sella.
Per l’altezza, appoggi il tallone sul pedale in posizione bassa: la gamba deve essere tesa, senza che il bacino oscilli. Una volta riportato il piede in posizione normale, il ginocchio resta leggermente flesso in fondo alla pedalata. In città si è tentati di abbassare la sella per appoggiare i piedi a terra ai semafori, a scapito delle ginocchia: meglio scendere dalla sella da fermi e mantenere l’altezza giusta pedalando.
Il collarino stringe il tubo sella attorno al reggisella. Con sgancio rapido permette di regolare l’altezza senza attrezzi, ma facilita anche il furto della sella di una bici parcheggiata in strada; un collarino a vite, o una vite antifurto, è più sicuro in città. Il comfort si gioca anche sugli altri punti di contatto: veda i pedali e i freni della bici da città, le ruote e copertoni, la cui sezione filtra anch’essa i colpi, e le pompe e attrezzi per la riparazione. Tutti i componenti sono riuniti in ruote e componenti.
Kalloy Uno: il produttore taiwanese Kalloy, con sede a Taichung, firma i suoi reggisella con il marchio Uno; la pagina ne propone di rigidi in alluminio, da 25,4 a 30,9 mm.
ISM, marca di Lutz, in Florida, ha eliminato la punta delle sue selle: l’appoggio avviene sui rami del pube anziché sui tessuti molli. La Touring, la sua sella originaria, è imbottita con una schiuma morbida.
Selle Royal, produttore italiano il cui gruppo ha sede vicino a Vicenza, dota la Drifter Plus di gel RoyalGel e di due molle, e la Float di una schiuma a memoria di forma con foro centrale.
Selle San Marco, sellificio italiano, declina ancora la Rolls, dal disegno quasi invariato da decenni, una sella per le lunghe distanze adatta anche alla città.
Selle Montegrappa, produttore della provincia di Treviso, propone selle in stile vintage in cuoio vegetale lavorato a mano, montate su molle in acciaio, e selle a molle in similpelle per la bici da città.
Suntour, produttore taiwanese di sospensioni, propone il reggisella SP12 NCX: un parallelogramma da 50 mm di escursione, con precarico regolabile e tre molle secondo il peso del ciclista.
Selle e reggisella delle serie fuori produzione sono raccolti insieme agli altri prodotti per la città nell’outlet città; i modelli aggiunti di recente sono visibili nelle novità. Durante i saldi estivi i tragitti in bici si allungano: un buon momento per cambiare sella.
Il più delle volte la sella non corrisponde alla posizione o è regolata male: troppo alta, il bacino oscilla a ogni pedalata; inclinata male, sposta il peso sul perineo o sulle mani. Inizi dalla regolazione, poi scelga una sella adatta alla sua postura e alla larghezza del suo bacino.
La nutra regolarmente con un balsamo per pelle, la protegga dalla pioggia con una copertura quando la bici resta all’aperto, e la lasci asciugare lontano da fonti di calore se si è bagnata. Alcune selle in pelle hanno una vite di tensione che permette di ritendere la pelle con il tempo.
Molti modelli esistono in versione donna, più larga dietro e spesso dotata di foro centrale. Non è una regola assoluta: la scelta giusta dipende dalla distanza tra le ossa ischiatiche e dalla posizione, qualunque sia il modello.
Sostituisca il collarino a sgancio rapido con un collarino a vite, o con una vite antifurto che si svita solo con una chiave specifica. Un cavo passato nel telaietto della sella e collegato al telaio aggiunge protezione; per una sosta prolungata all’aperto, portare via la sella resta la soluzione più sicura.
Scelga prima la molla adatta al suo peso, poi regoli il precarico: il reggisella deve affondare leggermente quando ci si siede, senza arrivare a fine corsa sui colpi. Troppo duro, non filtra nulla; troppo morbido, fa rimbalzare il ciclista a ogni pedalata.